Figura di dignitario con angelo

olio su tela, cm. 118 x 63

“La sua maniera è forte di chiaroscuro, e di colorito, e sopra un fondo oscuramente tinto fa strisciar certi lumi, con tanta vivezza, che agli occhi fanno quell’effetto, che fanno di notte tempo, qualora per nuvole è il cielo più oscuro, i lampi, che n’escono ad ora ad ora”. Di quei ricercati effetti notturni, ottenuti con il veloce pennello ricco di colore entro impianti scenografici, offre esemplificazione il dipinto qui esaminato, passato sul mercato antiquario viennese nel 2007 come di Scuola lombarda del secolo XVII; un dipinto probabilmente frammentario, il cui soggetto è difficilmente identificabile, dove il pennello dell’artista guizza con sicurezza mettendo in risalto, negli improvvisi tagli di luce, i riflessi, le dorature, gli ornamenti e i brillii. È confrontabile con il grande dipinto del Ratto di Elena di ignota ubicazione, la cui attribuzione a lungo oscillante tra Giuseppe Marchesi detto il Sansone, Francesco Monti e altri pittori bolognesi sta ad indicare i referenti molteplici della sua pittura piena di colpi di scena, ricca di improvvisi effetti luministici.

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