Maestro dei Baldraccani

attivo in Romagna nell'ultimo decennio del XV secolo

La denominazione convenzionale conferita all'artista da Federico Zeri, la cui identità anagrafica resta ancora da scoprire, è ricavata dalla sua opera principale, la pala con la Madonna e il Bambino in trono tra quattro santi già nella collezione Muti-Bussi a Roma, sul cui basamento compare lo stemma della famiglia forlivese dei Baldraccani che alla fine del Quattrocento svolse funzioni di governo a Forlì per conto di Pino III Ordelaffi. Ha fornito conferma alla matrice forlivese dell'artista l'identificazione di un affresco strappato, raffigurante la Madonna con il Bambino, nella Pinacoteca Comunale di Forlì, di provenienza purtroppo ignota, ma da circoscrivere alla città o al territorio forlivesi. Ad ampliare il ristretto nucleo delle opere certe dell'importante artista è intervenuta infine l'identificazione da parte di Stefano Tumidei, nella Pinacoteca comunale di Cesena, del Ritratto di Filasio Roverella, che fu vescovo di Ravenna dal 1476 al 1516. Il raggruppamento ha restituito identità stilistica a un protagonista di primo piano della civiltà prospettica forlivese, negli anni di Melozzo da Forlì; un artista sensibile alla cultura rinascimentale umbro-laziale, in rapporto con Antoniazzo Romano e con i pittori impegnati nella decorazione ad affresco dell'abside di Santa Croce di Gerusalemme a Roma.

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