L'ASSOCIAZIONE "ZACCAGNINI" DEDICA UN INCONTRO AI VENT'ANNI DELL'EURO

Lunedì 17 ottobre, alle ore 17,30, nella sala Dradi Maraldi, si terrà il convegno “A venti anni dall’introduzione dell’Euro. Bilancio e prospettive”, promosso dall’associazione “Zaccagnini” con il sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Cesena, di Crédit Agricole Italia, della Fondazione For e di Orogel.

Parteciperanno Roberto Pinza, già Vice-Ministro al Tesoro e Economia, e Antonio Patuelli, Presidente Associazione Bancaria Italiana.

In programma anche interventi del Presidente OROGEL Bruno Piraccini e dell’amministratore delegato del Gruppo Amadori Francesco Berti.

Introdurrà l’incontro e coordinerà i lavori il presidente dell’associazione “Zaccagnini” Damiano Zoffoli.

Scrivono gli organizzatori, presentando l’appuntamento: “Dal 1° gennaio 1999, i paesi dell’Unione europea hanno adottato l’Euro come moneta comune. Il passaggio dalle monete nazionali all’Euro è avvenuto in maniera graduale in tutti i paesi - originariamente 12 – che hanno recepito i Regolamenti delle Istituzioni comunitarie. In Italia la complessa fase di introduzione è stata presieduta dal Presidente del Consiglio Romano Prodi, dal Ministro del Tesoro Carlo Azeglio Ciampi e dall’On. Roberto Pinza quale Presidente del Comitato di Indirizzo e Coordinamento. Dal 1° gennaio 2002 e per alcuni mesi l’Euro ha affiancato la lira per i prezzi di acquisto e vendita dei prodotti, che venivano espressi nelle due unità, e dal 1° marzo 2002 l’Euro è diventato la moneta nazionale dello Stato italiano, sostituendo definitivamente la lira.

Da allora sono passati venti anni e questo periodo consente di tracciare oggi un primo bilancio del complesso processo di unificazione economica, monetaria e anche politica dell’Europa, che interessa la maggior parte dei paesi dell’Europa occidentale e anche numerosi di quella orientale, coinvolti in uno dei più ambiziosi progetti della storia moderna e contemporanea.

Forse non tutte le aspettative sono state soddisfatte, non tutti i problemi affrontati e risolti, ma tutti abbiamo coscienza che senza l’Euro, i paesi dell’Europa e l’Europa stessa, sarebbero oggi più deboli, più divisi, più vulnerabili. Una riflessione, dopo vent’anni ci può aiutare ad individuare con maggiore chiarezza le prospettive future”.