Restauro alla Basilica della Madonna del Monte a Cesena

"L'assegnazione, pari ad un contributo di 24.000,00 euro, è avvenuta", precisa il Presidente Graziani, "nell'ambito delle attività della Commissione paritetica della Fondazione e di Crédit Agricole Italia S.p.A., chiamata ad analizzare alcune proposte di intervento meritevoli, tra cui il recupero di beni di comprovato pregio e valore artistico".

Tra i criteri fissati per la selezione vi erano: la rilevanza storico artistica, lo stato di conservazione, la rilevanza dell'intervento per il territorio di riferimento e la fruizione pubblica dopo il restauro.

"Il restauro dell'altare che conserva la preziosa tavola raffigurante la "Presentazione di Gesù al Tempio" di Francesco Francia" prosegue Graziani "è stata individuata dalla commissione come "indifferibile" per evitare che i fenomeni di degrado in atto abbiano effetti irreparabili, con un altissimo rischio di perdita di stabilità e integrità dell'opera".

Grazie a questo finanziamento saranno restaurate tutte le parti dell'altare composto da una preziosa cornice intagliata e dorata che raccorda tre dipinti: la pala d'altare con la "Presentazione di Gesù al tempio di Gesù" e l'"Ecce Homo", inserito nella base dell'ancona, entrambi del Francia, e una "Deposizione" attribuita a Bartolomeo Coda nella lunetta.

L'intervento affidato all'esperienza del restauratore Sandro Salemme, selezionato fra quattro laboratori di chiara fama, prevede un trattamento antitarlo in anossia delle parti in legno e il ripristino dell'adesione tra il supporto e gli strati di pellicola pittorica.

La pala del Francia, che a breve sarà oggetto del restauro, è di proprietà del Comune di Cesena ma collocata nell'Abbazia sulla base di un contratto di comodato che affida ai monaci la conservazione dell'opera.

Si tratta di un'opera di grande importanza. Francesco Francia, infatti, fu il principale pittore dell'arte bolognese dei decenni di passaggio tra Quattro e Cinquecento. La sua produzione segnò in modo significativo l'arte della stagione dei Bentivoglio, e continuò anche dopo la caduta di questi ultimi, con l'arrivo nel 1506 di papa Giulio II e il passaggio della città allo Stato della Chiesa. La sua attività di orafo, esaltata da Vasari, lo vide protagonista della zecca di Bologna per la quale realizzò numerosi conii di monete.

Secondo Nicolò II Masini (1539-1602), ma le informazioni derivanti da diverse fonti sono contrastanti, il dipinto cesenate venne commissionato dal priore della Madonna del Monte, Giovanni Battista Bertuzzoli anche se le spese furono sostenute dalla nobile famiglia cesenate dei Tiberti con la quale la sua casata si scontrò tra la fine del Quattrocento e l'inizio del Cinquecento per motivi politici. Questo gesto costituirebbe una sorta di indennizzo per le offese subite insieme all'elezione del Bertuzzoli a vescovo di Fano.

All'epoca delle soppressioni napoleoniche il dipinto fu trasferito a Milano (1809), poi a Parigi e infine restituito a Cesena (1816) e depositato nel Palazzo comunale. Fece parte del primo nucleo di opere della Pinacoteca comunale finché nel 1942 fu riportato nella Basilica del Monte.

Si tratta di un dipinto autografo, infatti il Francia ha lasciato la sua firma FRANCIA AVRIFEX BON F., che sottolinea l'orgoglio per la propria professione di orafo, su uno dei gradini dell'altare, ma non la data, per cui la critica propone di collocare il dipinto intorno al 1515 per evidenti sintonie con dipinti coevi dell'artista.

La scena vede al centro la Vergine nel momento di porgere il Bambino a Simeone che lo riconobbe come il Messia. Ai lati del gruppo principale sono a destra San Giuseppe, che appoggiato ad un bastone tiene nella destra due tortore da offrire al tempio, dietro di lui l'anziana profetessa Anna. Alla sinistra di Simeone un uomo si volge a guardare il Bambino. Il tutto si svolge all'interno di un tempio absidato con raffinate decorazioni e di chiare caratteristiche rinascimentali. Dall'alto pende una lampada sotto la quale sta un'iscrizione in ebraico tratta dal salmo 89, verso 40 "hai infranto l'alleanza con il tuo servo". L'altare visibile in fondo all'abside ha un rilievo con il Sacrificio di Abramo, ulteriore allusione al sacrificio di Cristo.

 

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