UN CAPOLAVORO AL MESE. INVITO ALLA VISITA

Suicidio di Lucrezia
sec. XVII
1630  - 1635 
olio su tela
cm 130,50 x 117

Contro un fondale di elementi architettonici cubizzanti, Lucrezia è pronta a darsi la morte con lo stiletto stretto nella mano destra e già puntato contro il petto, non sopportando il disonore della violenza subita da Sesto Tarquinio. Le forme compatte compongono un'immagine nitida e le ombre cariche e dense aumentano la tensione del gesto violento dell'eroina romana.

Questo dipinto di Cristoforo Serra riprende la vicenda raccontata da Tito Livio, cara in età barocca quale paradigma delle virtù femminili e coniugali.

La raffigurazione di Lucrezia nell'atto di compiere il suicidio conobbe una diffusione vastissima sia in Oltralpe che in ambito italiano, ma qui, al contrario di molte sue omonime l'eroina è ripresa in una posa estremamente enfatica con lo sguardo rivolto al cielo in un'estrema invocazione agli dei e vigorosa nei pugni serrati e nei forti contrasti cromatici. La luce forte definisce zone d'ombra molto intensa ed esalta la vivace colorazione fornendo uno degli ultimi prodotti segnati dalla poetica caravaggesca.

Cristoforo Serra è l'artista che ha maggiormente inciso sulle vicende della pittura a Cesena nel corso del Seicento. Allievo del Guercino, risulta a Roma nel 1621; i rapporti con l'ambiente romano spiegano i forti riflessi caravaggeschi nelle sue opere giovanili.

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